Intervista al sindaco di Lampedusa e Linosa tra residenti, turismo, sostenibilità, accoglienza e futuro dell’isola
Filippo Mannino: “Lampedusa deve restare autentica. Siamo tutti custodi dell’isola”
Intervista al sindaco di Lampedusa e Linosa tra residenti, turismo, sostenibilità, accoglienza e futuro dell’isola
Da giugno 2022 Filippo Mannino è sindaco del Comune di Lampedusa e Linosa, alla guida di una delle amministrazioni più particolari e complesse d’Italia: un territorio meraviglioso, amatissimo dai turisti, ma anche fragile, isolato, spesso raccontato dall’esterno attraverso immagini parziali o emergenziali. (comune.lampedusaelinosa.ag.it)
Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo per parlare non solo delle difficoltà quotidiane legate al governo di un’isola, ma anche delle prospettive future di Lampedusa: dalla sanità alla sostenibilità, dalla destagionalizzazione turistica al racconto dell’immigrazione, fino al valore più profondo dell’accoglienza e dell’autenticità.
Ne viene fuori il ritratto di un sindaco che guarda all’isola non soltanto come amministratore, ma come custode di un patrimonio naturale, umano e culturale che va protetto, valorizzato e consegnato alle nuove generazioni.
Sindaco Mannino, quali progetti sono previsti per migliorare la vita dei residenti sull’isola?
Per Filippo Mannino, parlare di qualità della vita dei residenti significa partire dai diritti essenziali: salute, collegamenti, istruzione, mobilità, servizi. Temi che in qualsiasi altra parte d’Italia possono sembrare normali, ma che su un’isola lontana dalla terraferma diventano spesso sfide quotidiane.
Sul fronte sanitario, il sindaco sottolinea alcuni passi avanti importanti: il servizio oncologico decentrato, il potenziamento di diversi servizi specialistici e il pronto intervento pediatrico, definito “importantissimo” e non scontato nemmeno in molte realtà siciliane.
Tra gli obiettivi più attesi c’è anche l’attivazione della TAC, un servizio che rappresenterebbe un ulteriore passo avanti per ridurre disagi, trasferte e tempi di attesa per i cittadini.
“Garantire i diritti essenziali può sembrare una banalità, ma su un’isola non lo è. Problemi che fuori si risolvono facilmente, qui possono diventare grandi questioni da affrontare.”
Turismo e sostenibilità: dove si trova oggi il punto di equilibrio?
Uno dei temi centrali dell’intervista è il rapporto tra sviluppo turistico e tutela del territorio. Per Mannino, Lampedusa deve continuare a crescere senza perdere la propria identità e senza consumare ciò che la rende unica.
Il sindaco richiama gli interventi legati ai fondi del PNRR e al progetto Isole Verdi, con investimenti sull’efficientamento energetico, sul fotovoltaico, sul solare e su soluzioni pensate per rendere l’isola più sostenibile. Anche alcune opere stradali, spiega, vengono realizzate con materiali ad alta riflettanza solare, capaci di ridurre l’accumulo di calore.
C’è poi il tema della mobilità sostenibile, con incentivi e iniziative pensate per favorire un modo diverso di vivere l’isola.
“L’equilibrio è nell’utilizzo della risorsa naturale e, allo stesso tempo, nella sua salvaguardia. Dobbiamo dare all’isola un’impronta sempre più verde.”
Secondo il sindaco, anche il turismo sta cambiando: chi sceglie Lampedusa non cerca il caos delle grandi località balneari, ma un’esperienza più autentica, più vicina alla natura, più rispettosa del paesaggio.
Qual è oggi la sfida più difficile nel governare Lampedusa?
La risposta è diretta: garantire normalità dove la normalità non è mai scontata.
Lampedusa è una comunità che vive ogni giorno la bellezza e la difficoltà dell’insularità. Governarla significa confrontarsi con problemi legati alla distanza, alla continuità territoriale, alla sanità, ai trasporti, alla scuola, ai servizi.
Per fare il salto di qualità definitivo, secondo Mannino, serve anche un cambiamento culturale collettivo: più responsabilità, più collaborazione, più consapevolezza.
“Serve un cambio di mentalità. Il fatto di vivere su un’isola non deve portarci a pensare che tutto ci sia dovuto. Dobbiamo crescere tutti nel modo di pensare, di comportarci e di agire.”
La sfida della destagionalizzazione
Uno dei passaggi più interessanti riguarda il futuro turistico dell’isola. Secondo il sindaco, Lampedusa potrebbe vivere di turismo per circa otto mesi l’anno, da marzo fino a novembre inoltrato.
Non soltanto mare e alta stagione, dunque, ma anche turismo naturalistico, convegnistico, esperienziale. Un turismo fatto di tranquillità, cammini, silenzi, paesaggi, contatto con la natura.
“Ci sono persone che viaggiano non per il caos, ma per cercare tranquillità, solitudine, natura. Da questo punto di vista Lampedusa è un laboratorio straordinario, ma lo valorizziamo ancora poco.”
Un segnale positivo arriva dai collegamenti aerei: già in primavera sono stati attivati voli diretti da Roma e Milano. Ma il sindaco avverte: non basta portare persone sull’isola, bisogna anche fare in modo che il territorio sia pronto ad accoglierle.
“È inutile far arrivare turisti in questo periodo e poi far trovare l’isola impreparata. Così ci facciamo male da soli. Serve collaborazione tra amministrazione, attività commerciali e strutture ricettive.”
Lampedusa, immigrazione e racconto mediatico
Quando si parla di Lampedusa in televisione o sui social, il tema dell’immigrazione torna spesso in modo forte. Ed è proprio questo, secondo Mannino, uno degli aspetti che più rischiano di danneggiare l’immagine dell’isola.
Titoli come “Lampedusa presa d’assalto” o “Lampedusa in emergenza” finiscono per trasmettere, a chi non conosce il territorio, un’immagine distorta: quella di un’isola insicura, invasa, fuori controllo.
Il sindaco tiene a chiarire un punto: nella maggior parte dei casi si tratta di soccorsi in mare, non di sbarchi autonomi sulle spiagge. Le persone vengono assistite, identificate e trasferite in tempi brevi.
“Oggi c’è un sistema che funziona. I migranti restano sull’isola 24, massimo 36 ore, poi vengono trasferiti in strutture più adatte. Lampedusa offre una prima accoglienza e un primo soccorso.”
Mannino ricorda anche i momenti più difficili del passato, quando l’organizzazione era più improvvisata e si assisteva a situazioni non dignitose né per i migranti né per la comunità. Oggi, grazie a un sistema più strutturato e alla presenza della Croce Rossa, molte criticità sono state superate.
Tre parole per raccontare Lampedusa
Alla richiesta di descrivere l’isola in tre parole, il sindaco sceglie concetti che parlano direttamente dell’anima del territorio: natura, accoglienza, autenticità.
La natura è ciò che rende Lampedusa unica: il mare, i silenzi, il vento, la luce, la possibilità di staccare davvero dalla frenesia della città.
L’accoglienza è invece un tratto profondo della comunità. Una caratteristica siciliana, certo, ma che a Lampedusa assume un valore particolare: chi arriva spesso si sente a casa.
E poi c’è l’autenticità, forse la parola più fragile e preziosa. Lampedusa, pur crescendo e cambiando, conserva ancora un carattere vero, diretto, umano. Un modo di vivere e di accogliere che non si limita al rapporto commerciale, ma prova a creare legami che durano nel tempo.
“Chi viene a Lampedusa spesso ritorna. Questo succede perché l’isola riesce ancora a creare un rapporto vero con le persone.”
Il luogo del cuore
Il posto del cuore del sindaco è la Spiaggia dei Conigli.
Nonostante la conosca da sempre, ogni volta per lui è come vederla per la prima volta. Racconta il gesto semplice di affacciarsi dall’alto, guardare quel paesaggio e provare ancora stupore.
“Ogni volta che ci vado è come andarci per la prima volta. È il luogo dove stacco davvero, anche perché lì il cellulare non funziona.”
Un luogo simbolo, non solo per la sua bellezza, ma per ciò che rappresenta: la forza naturale dell’isola, la sua capacità di emozionare anche chi la vive ogni giorno.
Sindaco o custode dell’isola?
Alla domanda finale, Mannino non ha dubbi: si sente più custode dell’isola.
Per lui, essere sindaco significa anche proteggere un patrimonio che appartiene a tutti. Ma questa responsabilità non riguarda soltanto chi amministra: riguarda ogni cittadino.
“Ognuno dovrebbe essere sindaco dei suoi dieci metri quadrati.”
È una frase semplice, ma potente. Significa prendersi cura del proprio pezzo di isola, del proprio spazio, del proprio comportamento. Significa custodire il mare, la natura, l’autenticità, ma anche i valori profondi della comunità.
Perché la vera ricchezza di Lampedusa resta quella: il territorio, il mare, la bellezza che la circonda e la capacità di accogliere senza perdere se stessa.
E forse è proprio questa la sfida più importante: fare crescere l’isola, senza snaturarla. Renderla più moderna, più pronta, più sostenibile, ma sempre profondamente Lampedusana.


