Intervista al coordinatore di scalo, tra traffico passeggeri, servizi, destagionalizzazione e futuro dello scalo

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Alessandro Bonura: “L’aeroporto di Lampedusa ha basi solide e grandi prospettive di crescita”

L’aeroporto di Lampedusa non è soltanto la prima porta d’ingresso dell’isola per migliaia di turisti: è anche un punto strategico dal punto di vista operativo, istituzionale e logistico. A raccontarcelo è Alessandro Bonura, ragusano, con oltre vent’anni di esperienza nel settore aeroportuale e oggi impegnato in tre ruoli di grande responsabilità all’interno dello scalo lampedusano: Post Holder Terminal, Ground Manager Handling, ovvero coordinatore di scalo, e Fuel Manager, responsabile del deposito carburanti avio dell’isola.

Dopo le esperienze negli aeroporti di Catania Fontanarossa e Comiso, Bonura è arrivato a Lampedusa nell’aprile 2025 con AST Aeroservizi. In poco tempo si è trovato ad assumere incarichi importanti, poi confermati dalla nuova governance insediatasi a novembre. Oggi racconta di vivere questa esperienza con serietà, passione e senso di responsabilità, in un contesto complesso ma ricco di potenzialità.

Quali sono oggi i numeri dell’aeroporto di Lampedusa?
Lo scalo, spiega Bonura, vive una crescita costante da diversi anni. Nel 2025 ha registrato circa 360.000 passeggeri e per quest’anno la stima è di superare almeno quota 380.000. Una crescita che non riguarda solo il traffico commerciale di linea, ma anche l’aviazione generale e le attività operative e istituzionali che caratterizzano Lampedusa: voli legati a Frontex, operazioni con droni Leonardo, ONG impegnate nel Mediterraneo, forze armate e corpi dello Stato. “Con la nuova governance c’è una forte volontà di sviluppo dello scalo, sia dal punto di vista operativo che commerciale”.

Come vive il passeggero l’arrivo a Lampedusa?
Secondo Bonura, l’esperienza è molto diversa da quella dei grandi aeroporti. Lampedusa offre uno scalo piccolo, rapido e immediato, ma allo stesso tempo rappresenta l’ingresso verso una delle destinazioni più iconiche del Mediterraneo. “Il nostro obiettivo quotidiano è garantire efficienza, sicurezza e continuità operativa, nonostante le complessità logistiche tipiche di un’isola così remota”.

Su quali servizi state puntando maggiormente?
Il lavoro riguarda più fronti. Il primo è il rafforzamento dell’affidabilità operativa, soprattutto durante l’estate, quando traffico e consumi aumentano sensibilmente. Grande attenzione anche alle infrastrutture: è in corso il raddoppio della capacità del deposito carburante e lo svecchiamento del parco mezzi. Parallelamente, si lavora sul coordinamento con compagnie aeree, operatori e servizi aeroportuali, per rendere l’esperienza dei passeggeri sempre più efficiente e organizzata.

Il trasporto aereo può aiutare la destagionalizzazione?
Per Bonura sì, ma serve una strategia di lungo periodo, condivisa tra compagnie, istituzioni e territorio. Un primo segnale è già arrivato: Wizz Air ha aumentato le operazioni su Lampedusa, raddoppiando i voli ed estendendo la stagione da fine marzo fino a ottobre. “Storicamente il rapporto tra traffico estivo e invernale è sempre stato molto sbilanciato. L’obiettivo è trasformare progressivamente Lampedusa da destinazione fortemente stagionale a destinazione con una stagione più lunga e stabile”.

Vedremo nuove tratte o collegamenti internazionali?
La prospettiva è concreta. Sono attivi diversi tavoli di lavoro e la nuova governance punta ad attrarre nuove compagnie, con particolare attenzione allo sviluppo di rotte europee dirette dalle principali capitali. Lampedusa, sottolinea Bonura, ha un forte appeal internazionale e un potenziale importante, soprattutto verso i mercati del Nord e Centro Europa.

Guardando ai prossimi dieci anni, Bonura immagina uno scalo più strutturato, più connesso e più stabile durante tutto l’anno, ma capace di conservare la flessibilità che oggi lo caratterizza. Un aeroporto moderno, efficiente e internazionale, ma sempre legato alla sua identità.

“Lampedusa resterà uno scalo complesso da gestire per la sua posizione geografica, ma può diventare un aeroporto di riferimento nel Mediterraneo: unico per modello, ruolo strategico e forza identitaria.”

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