Intervista a Laura Casano, assessore al Turismo di Lampedusa e Linosa
Laura Casano: “Il turismo del futuro deve far crescere Lampedusa senza snaturarla”
Lampedusa è una delle isole più riconoscibili del Mediterraneo: un territorio fatto di mare, luce, natura, accoglienza e identità. Ma è anche un’isola che oggi guarda al futuro con una sfida precisa: costruire un modello turistico più sostenibile, più organizzato e capace di vivere oltre i soli mesi estivi.
Abbiamo intervistato Laura Casano, assessore al Turismo del Comune di Lampedusa e Linosa, per comprendere quale sia la visione dell’amministrazione nei prossimi anni e quali siano le priorità per valorizzare l’isola senza perderne l’anima più autentica.
Qual è oggi la visione turistica di Lampedusa per i prossimi cinque anni?
La visione è quella di una Lampedusa sempre più accogliente, sostenibile e riconoscibile nel Mediterraneo. Non si tratta soltanto di aumentare il numero dei visitatori, ma di costruire un modello capace di mettere insieme economia turistica, qualità della vita dei residenti, tutela del territorio e gestione equilibrata dei grandi flussi estivi.
Lampedusa vive grazie al suo patrimonio naturale: il mare cristallino, la biodiversità, la Spiaggia dei Conigli, i fondali e le aree protette. Per questo il futuro turistico dell’isola deve passare da una crescita consapevole, attenta all’ambiente e rispettosa della sua identità.
Quali sono le priorità per migliorare l’offerta turistica?
Le priorità riguardano soprattutto servizi, collegamenti e organizzazione del territorio. Per crescere davvero servono collegamenti aerei e marittimi più stabili, infrastrutture migliori, servizi sanitari adeguati, digitalizzazione dell’accoglienza e sostegno concreto alle attività locali e ai giovani imprenditori.
Un aspetto centrale è anche la sostenibilità: tutela delle spiagge e dei fondali, mobilità più green, raccolta differenziata più efficiente e maggiore attenzione alla capacità dell’isola di accogliere senza subire un turismo eccessivamente invasivo.
Cosa rende Lampedusa davvero unica rispetto ad altre mete del Mediterraneo?
Lampedusa è unica perché unisce natura spettacolare, identità culturale e valore simbolico. Le sue acque hanno colori caraibici, i suoi paesaggi conservano una luce quasi nordafricana e la sua posizione geografica, più vicina all’Africa che alla Sicilia, la rende una vera frontiera del Mediterraneo.
Ma Lampedusa non è solo mare. È tradizione marinara, cucina legata alla pesca, senso di comunità, autenticità e accoglienza. Il mare qui non è soltanto turismo: è lavoro, storia, sopravvivenza e incontro tra popoli. È proprio questa profondità emotiva a renderla diversa da tante altre destinazioni.
Ci sono nuovi progetti o iniziative in arrivo?
L’obiettivo è rendere Lampedusa più viva durante tutto l’anno attraverso eventi culturali, musicali, cinematografici e iniziative legate al Mediterraneo, al mare e ai temi dell’incontro tra popoli.
Tra le idee su cui lavorare ci sono festival, mercatini, percorsi esperienziali, valorizzazione della gastronomia e delle tradizioni locali, collaborazioni con artisti, associazioni e realtà internazionali. Grande attenzione anche al turismo scolastico, ambientale e sportivo, con iniziative dedicate alla tutela del mare e alla sensibilizzazione sul patrimonio naturale dell’isola.
Si sta lavorando per destagionalizzare il turismo?
Sì, ed è una delle sfide principali. L’anticipo dei collegamenti aerei già da fine marzo sta dando segnali incoraggianti, con una maggiore disponibilità di rotazioni da Roma e Milano e una stagione che può consolidarsi fino a ottobre inoltrato.
Ma i voli da soli non bastano. Come sottolinea l’assessore Casano, l’anticipo dei collegamenti è un fattore importante, ma deve essere accompagnato da eventi, strutture ricettive aperte, servizi attivi e una comunicazione coerente. Solo così il messaggio diventa concreto: Lampedusa può essere vissuta non solo d’estate, ma anche in primavera e in autunno, da chi cerca natura, tranquillità, sport, cultura e autenticità.
Cosa significa rappresentare Lampedusa come assessore al Turismo?
Significa prima di tutto rappresentare una comunità, la sua storia, la sua identità e il suo rapporto profondo con il mare. Lampedusa non è soltanto una destinazione turistica: è un luogo simbolico del Mediterraneo, fatto di bellezza naturale, tradizioni, accoglienza e umanità.
Per questo il ruolo dell’assessore al Turismo non riguarda solo la promozione dell’isola, ma anche la responsabilità di custodirne l’anima, sostenere le attività locali, creare opportunità per i giovani e costruire un turismo capace di portare benessere senza snaturare il territorio.
Lampedusa è valorizzata quanto merita?
Lampedusa è conosciuta a livello nazionale e internazionale, ma spesso viene raccontata solo nei momenti di emergenza. Invece l’isola merita di essere promossa nella sua completezza: come luogo di bellezza mediterranea, sostenibilità ambientale, accoglienza, cultura e autenticità.
Valorizzarla davvero significa investire nella qualità del turismo, migliorare infrastrutture e collegamenti, sostenere eventi culturali internazionali, proteggere il mare e raccontare l’isola non solo attraverso le difficoltà, ma anche attraverso le sue straordinarie potenzialità.
Il turismo del futuro non si misura soltanto nei numeri, ma nella qualità dell’accoglienza, nella tutela del territorio e nella capacità di creare opportunità per chi vive l’isola ogni giorno. Lampedusa può crescere, ma deve farlo restando fedele a se stessa: autentica, sostenibile e profondamente mediterranea.


