Lampedusa: Ore di Apprensione per Carburante in Mare

L’isola di Lampedusa, la perla delle isole pelaghi, è spesso sotto i riflettori, non solo per le spiagge caraibiche, ma anche, purtroppo,per lo sbarco di migranti.

Il dispositivo di pattugliamento in mare, a cui partecipano Guardia Costiera, Guardia di Finanza e Marina Militare, fa sì che quasi tutti i natanti siano intercettati sull’isola, dove i migranti sono trattenuti per un periodo che può variare da due a quindici giorni nel centro di prima accoglienza sparsi sul territorio italiano.

Se da un lato però, l’isola dell’accoglienza riesce a ben difendersi ed a gestire la divisione dei migranti, ci sono però problemi pratici legati al fenomeno; infatti, oltre al fatto che alcuni barchini riescono ad avvicinarsi molto alla costa senza essere avvistati, rimane il fatto che tutte le imbarcazioni vengono sequestrate, ne consegue inesorabilmente che, non potendo essere rimosse, vengono letteralmente ‘abbandonate’ sull’isola.

Nei giorni scorsi l’appello del primo cittadino Totò Martello, affinché il governo intervenga sulla delicata questione: “Da tempo chiedo alle istituzioni competenti di intervenire per risolvere il problema legato alle imbarcazioni utilizzate dai migranti che, una volta arrivate a Lampedusa, vengono ormeggiate e di fatto dimenticate. Una situazione di fronte alla quale l’amministrazione comunale ha le mani legate poiché, fino a quando si tratta di barche sotto sequestro, non possono essere rimosse. Poi succede che il tempo passa, i materiali si deteriorano e a volte alcune di queste affondano all’interno del porto: quindi scattano una serie di ulteriori vincoli ambientali che complicano ulteriormente la procedura di rimozione, che a quel punto ha costi molto più elevati che di certo non si può chiedere al Comune di sostenere, e dunque senza l’intervento del Ministero non si può fare nulla”. “Non è ammissibile – conclude Martello – che il nostro Porto, che per l’isola è una infrastruttura fondamentale sotto diversi punti di vista, sia messo a rischio da imbarcazioni abbandonate per colpa delle lungaggini burocratiche o della mancanza di volontà delle istituzioni nel risolvere questa situazione. Il governo faccia qualcosa, prima che si verifichino incidenti gravi”.

E l’incidente grave, come malauguratamente previsto, si è verificato stanotte quando una barca ormeggiata al Molo Favaloro da alcuni anni, a causa del maltempo è affondata, con conseguente fuoriuscita di carburante ancora contenuto all’interno del serbatoio.

Due chiazze si sono formate: una sotto il molo Madonnina e l’altro di fronte la spiaggia di Cala Palme. Prontamente al lavoro le autorità costiere per cercare di rimediare al danno fatto, ma l’emergenza e il problema restano, se non saranno presi seri e tempestivi provvedimenti, questo potrebbe essere uno di  molti incidenti che si potranno verificare in futuro.