Archivio Storico di Lampedusa

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’Archivio Storico Lampedusa è una delle iniziative culturali più interessanti dell’isola alla quale vale la pena di dedicare una visita. Si tratta di un’associazione culturale no profit la cui sede, aperta al pubblico, è situata alla fine di Via Roma dal lato che affaccia sul porto. All’interno della sede è allestita una mostra fotografica e documentaria che illustra la storia dell’isola, le tradizioni, i monumenti e i siti di particolare interesse storico e archeologico. Anche all’esterno della sede una serie di pannelli propongono al pubblico centinaia di foto d’epoca. Nel periodo estivo è possibile, nelle ore serali, assistere alla proiezione di rari documentari e video turistici.
L’associazione nasce ufficialmente nel 2013 da un gruppo di amici appassionati della storia dell’isola che portano avanti la ricerca storica e bibliografica, mai sufficientemente indagata, raccolgono foto, video, documenti e mettono tutto a disposizione degli abitanti e dei visitatori dell’isola. Una particolare attenzione è dedicata ai giovani studenti delle scuole lampedusane che periodicamente partecipano ad incontri su argomenti legati alla storia dell’isola. Molte sono anche le scolaresche che arrivano a Lampedusa da varie città italiane e la prima tappa del loro soggiorno sull’isola è proprio all’Archivio Storico per avere modo, attraverso la conoscenza della storia dell’isola, di interpretare l’attualità e il ruolo che da sempre Lampedusa ha avuto nel Mediterraneo.
La storia di Lampedusa è ancor oggi poco conosciuta sia per la mancanza di un serio approfondimento bibliografico sia per la quasi assenza di indagini archeologiche. Ma non mancano elementi per sostenere che l’Isola nell’antichità sia stata luogo di passaggio e di sosta di quasi tutte le civiltà che si svilupparono lungo le coste del Mediterraneo.
Numerose sono le tracce di insediamenti preistorici e sicura fu la presenza di una colonia greca, fenicia e poi romana. L’Isola rimase sotto il controllo del mondo musulmano per tutto il Medioevo e in seguito vide qualche timido tentativo di insediamento umano fino alla colonizzazione borbonica del 1843 che diede origine all’attuale popolazione.

L’archivio storico-fotografico ha raccolto e custodisce migliaia di immagini che documentano i profondi cambiamenti avvenuti sull’Isola nell’arco di oltre un secolo: dagli inizi del ‘900 ad oggi; foto che raccontano la vita, le tradizioni, le attività produttive e le trasformazioni del territorio. Tanti lampedusani hanno aderito all’invito di non disperdere queste importanti testimonianze e le hanno messe a disposizione della collettività per mantenere viva la memoria del passato e trasmetterne il ricordo alle nuove generazioni.
E’ un patrimonio che si va sempre di più ampliando grazie a nuove acquisizioni e al crescente interesse per l’iniziativa. Tutto il materiale fotografico e documentario è stato catalogato e digitalizzato per renderlo fruibile attraverso mostre, pubblicazioni, proiezioni e consultazione presso la sede dell’Associazione.

L’archivio è anche un importante punto di riferimenti per quanti giungono sull’isola per motivi di studio, in particolare ricercatori stranieri, sempre più interessati a conoscere questo territorio. Studenti e docenti di università inglesi, francesi, olandesi, addirittura giapponesi, sono venuti per approfondire la ricerca storica dell’isola. Un rapporto molto proficuo si è stabilito con studiosi della vicina isola di Malta che in più occasioni sono stati invitati dall’Associazione per incontri di studio sull’archeologia preistorica della quale le due isole hanno in comune molte vicende. Tra le scoperte archeologiche più interessanti degli ultimi anni, vi è quella di una necropoli preistorica sommersa e di un misterioso tempio megalitico a 12 metri di profondità. Scoperte queste che hanno suscitato l’interesse di molti studiosi a livello mondiale.
I risultati delle ricerche storiche vengono portati a conoscenza del pubblico attraverso pubblicazioni tematiche e principalmente con la pubblicazione di una “Breve storia di Lampedusa” edita anche in inglese, francese e tedesco. Altre pubblicazioni illustrano la storia del Santuario della Madonna di Porto Salvo, la storia della vicina isola di Linosa e ricerche su temi specifici.
Una delle attività dell’associazione è anche la valorizzazione dei siti di interesse storico e archeologico presenti sull’isola attraverso una serie di pannelli descrittivi e varie pubblicazioni tematiche: i luoghi già oggetto di tale iniziativa sono la zona del santuario della Madonna di Porto Salvo e l’adiacente area archeologica delle grotte di Cala Madonna, le postazioni di difesa della Seconda Guerra Mondiale, le aree archeologiche alla spalle di via Roma, i cosiddetti “cerchi di pietra” cioè quello che resta di capanne dell’età del bronzo raggruppate in modo da formare piccoli villaggi. Si spera di poter rendere fruibile al pubblico in tempi brevi anche l’antica masseria di “Casa Teresa” e la necropoli paleocristiana del “Porto Vecchio”.
Nella sede dell’Associazione sono disponibili per consultazioni e ricerche numerosi volumi e documenti sulla storia dell’isola. Un paziente lavoro di ricerca nelle principali biblioteche italiane ed estere ha permesso di individuare, catalogare e digitalizzare moltissimi testi che parlano della storia dell’isola. E’ stato anche creato un piccolo book-shop con una selezione di testi, in vendita, sia sulla storia dell’isola che sull’attualità legata al tema dell’immigrazione. Inoltre, nel corso della stagione estiva, vengono spesso invitati gli autori di questi testi per una presentazione al pubblico.
La sezione cartografica contiene una completa raccolta delle rappresentazioni dell’Isola nelle varie epoche: dalle prime mappe di epoca romana alla cartografia araba che considerava Lampedusa isola del Mare Africano; dalle imprecise e fantasiose carte medioevali, ai rilievi topografici di William Smith, ammiraglio inglese, che agli inizi del 1800 rilevò tutte le isole del Mediterraneo in previsione di un loro utilizzo come basi navali.
Dello stesso periodo le carte del Colucci che, per ordine del re di Napoli, “fotografò” tutto quello che all’epoca esisteva sull’Isola. Interessantissime poi la pianta dell’Isola del governatore Sanvisente e quella del naturalista Pietro Calcara. Di metà ‘800 la carta di Dottore con l’indicazione delle terre assegnate ai coloni fino ad arrivare alle più recenti carte dell’Istituto Idrografico della Marina e quelle dell’Istituto Geografico Militare.
Alcune riproduzioni di queste mappe sono anche disponibili per la vendita al pubblico.
In epoca greca, tra il IV e V secolo a.C. a Lampedusa si coniava moneta. Anche questo è un fatto molto curioso e interessante: non è cosa comune che una piccola isola, sperduta nel Mediterraneo, avesse una sua moneta! La moneta riporta su di un lato la rappresentazione di un tonno con la scritta Lopadoussaion (dei lampedusani) e sull’altro la testa di Zeus. Ebbene, di questa antica e rara moneta l’associazione è riuscita a ricavarne una riproduzione in argento e un gadget in pasta vitrea la cui vendita contribuisce a sostenere le spese di gestione dell’associazione.
Nell’archivio audio-visivo è stato raccolto tutto il materiale video-documentario che negli anni ha riguardato l’isola: i primi filmati di guerra girati dagli Inglesi durante la Seconda Guerra Mondiale, i documentari delle Teche Rai e dell’Istituto Luce degli anni ’50, le prime riprese subacquee di Raimondo Bucher e Victor de Sanctis, le interviste di Arturo Mingardi sulle trasformazioni dell’Isola negli anni ’80.
Oltre a questo materiale storico, sono stati raccolti numerosi filmati amatoriali e una rassegna di produzioni che negli ultimi decenni hanno raccontato l’Isola nei suoi aspetti ambientali, sociali, scientifici, turistici e culturali.

L’associazione partecipa attivamente a ogni iniziativa di carattere culturale mettendo a disposizione della comunità il proprio patrimonio di conoscenze storiche. Alcuni soci sono disponibili per accompagnare i visitatori in escursioni sul territorio facendo scoprire aspetti e luoghi dell’isola molte volte nascosti o poco valorizzati. Nel periodo di massimo afflusso di turisti nell’associazione c’è sempre qualcuno pronto a rispondere a ogni domanda dei visitatori.
In conclusione una visita all’Archivio Storico farà scoprire ai visitatori una storia affascinante e inaspettata, permetterà di comprendere i profondi cambiamenti avvenuti sul territorio nel corso dei secoli e farà apprezzare ancora di più questo piccolo ma straordinario territorio che, oltre ad un ambiente naturale di eccezionale pregio, è ricco di storia, cultura e umanità.